Direttore Clinica Urologica Ospedale Molinette Università degli Studi di Torino : Informazioni per il paziente

Riabilitazione erezione dopo prostatectomia radicale

Guida alla riabilitazione : 30 domande e risposte per il paziente prima e dopo un intervento chirurgico per cancro di prostata

Riabilitazione erezione dopo prostatectomia radicale
Cari pazienti,

questo breve manuale è rivolto a tutti coloro cui è stato diagnosticato un cancro di prostata che può essere curato con l’intervento chirurgico. È un tentativo di rispondere alle domande che vi passano per la mente quando vi viene detto che dal cancro di prostata potete guarire ma al prezzo di correre un alto rischio di rimanere impotenti dopo l’intervento. Fino a ieri gli urologi si limitavano a dirvi: “Ti ho tolto completamente la prostata e ti ho curato in modo definitivo dal cancro!”

Voi eravate inizialmente sospettosi ed increduli (mi avranno mica raccontato la solita frottola?), ma poi i mesi passavano ed il vostro PSA (antigene prostatico specifico) rimaneva sempre a livelli bassi, passavano gli anni e voi eravate in splendida forma. La maggior parte di voi era completamente impotente ma poco importava: eravate guariti da un cancro, avevate una certa età, non avevate che parole di riconoscenza per quel chirurgo che vi aveva ridato una vita serena.

Oggi le cose sono cambiate: il mondo dell’informazione ha fatto di alcuni di voi dei piccoli urologi. Sul cancro della prostata ne sapete forse quanto un medico, avete letto un sacco di cose, sapete anche che si può fare un intervento per non diventare impotenti, che in alcuni centri incominciano anche a fare un “trapianto dei nervi dell’erezione”. Quando vi diagnosticano un cancro di prostata sapete benissimo che avete un’alta probabilità di guarire, ma magari avete solo 50-60 anni e siete nel pieno della vostra vita, e l’idea di poter rimanere impotenti giustamente vi angoscia, e così girate alla ricerca del chirurgo che vi fa le migliori promesse di preservarvi l’erezione. Molti di voi invece, forse obbedendo ad un inconscio meccanismo psicologico di rimozione, si mantengono totalmente disinformati sull’argomento. Accettate passivamente, con rassegnazione ciò che il chirurgo dice. Sentite parlare di rischio di impotenza e lo minimizzate perchè in fondo vi interessa prima di tutto guarire del cancro. La potenza sessuale in quel momento non vi interessa.

Dopo alcuni mesi dall’intervento la maggior parte di voi, per fortuna, si sente dire che è guarita, che non sono necessarie altre terapie, ma è proprio in quel momento che per molti emergerà il problema dell’impotenza sessuale.
Quelli a cui è stato fatto l’intervento con risparmio dei nervi con promesse più o meno solide di riuscita e magari non avrà ancora ripreso l’erezione spontanea, ritornando dal chirurgo per chiedere spiegazioni si sentirà dire che occorre ancora aspettare alcuni mesi, che nel frattempo sarebbe meglio assumere con una certa regolarità prima di coricarsi una di quelle compresse per l’erezione, ecc. Nonostante ciò, non tutti riusciranno a recuperare l’erezione. Anche tra coloro che si erano mostrati poco interessati al problema dell’erezione prima dell’intervento ve ne sarà un certo numero che manifesterà un certo disappunto. “Non avevo capito bene quello che il chirurgo mi diceva...”, “Se sapevo che sarei diventato impotente non mi sarei fatto operare...”, sono frasi che, con profondo rammarico il chirurgo urologo si sente dire durante le visite di controllo.

Cercheremo, con questa breve guida, di darvi una spiegazione il più possibile “scientifica” ma nello stesso tempo comprensibile (spero) su alcuni punti fondamentali:

1. Perchè in alcuni casi si può fare un intervento chirurgico cercando di “salvare” l’erezione, mentre in altri casi questo non è possibile.

2. Perché anche il chirurgo più bravo del mondo non può garantirvi che sarete “potenti” dopo l’intervento.

3. Cosa voi potete fare dopo l’intervento per aumentarne la probabilità di successo nel preservare l’erezione.

4. Ed infine quali terapie si possono utilizzare per riuscire ad avere ancora erezioni nei casi in cui si manifesti una disfunzione erettiva di qualsiasi entità.

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