Direttore Clinica Urologica Ospedale Molinette Università degli Studi di Torino : Informazioni per il paziente

PROSTATECTOMIA RADICALE ROBOTICA

Che cos'è lai prostatectomia radicale?
La prostatectomia radicale è l'asportazione chirurgica completa della ghiandola prostatica.

Quando è necessario effettuare la prostatectomia radicale?
La prostatectomia radicale è un intervento chirurgico che viene effettuato quando è presente un tumore della prostata. Pur non essendo l'unica forma di terapia per questa malattia, l'intervento di prostatectomia radicale è oggi la terapia più utilizzata al mondo nei pazienti con una malattia alla prostata non avanzata (cioè che non abbia ancora dato metastasi) e che siano in buone condizioni di salute per affrontare l'intervento.
Mentre un tempo si riteneva che la chirurgia potesse aiutare solamente coloro che presentavano una malattia ancora localizzata all'interno della ghiandola prostatica, sono stati pubblicati di recente numerosi studi che hanno dimostrato come anche i pazienti con malattia estesa al di fuori della prostata (ai linfonodi) possono essere guarire nell'80% dei casi con la chirurgia abbinata a radioterapia e terapia ormonale.

Con quale tecnica può essere eseguita oggi una prostatectomia radicale?
L'intervento di prostatectomia radicale può essere oggi effettuato con 4 diverse tecniche chirurgiche:
1. PROSTATECTOMIA RADICALE RETROPUBICA A CIELO APERTO
E' la tecnica chirurgica classica che prevede un'incisione condotta a partire subito sotto l'ombelico ed estesa sino al pube. La maggior parte degli interventi vengono ancora oggi effettuati con questa tecnica che rimane molto valida e che consente ottimi risultati se effettuata in centri con molta esperienza. La tecnica a cielo aperto consente di effettuare l'intervento in anestesia spinale.
2. PROSTATECTOMIA RADICALE PERINEALE
E' una tecnica chirurgica che permette di asportare la prostata con un taglio a livello del perineo (una zona del corpo umano che si trova tra l'ano e lo scroto). Questa tecnica è poco praticata e può essere eseguita solo in pazienti con una malattia molto iniziale in quanto non permette l'asportazione dei linfonodi.
3. PROSTATECTOMIA RADICALE LAPAROSCOPICA
Permette di asportare la prostata attraverso 5 fori sull'addome, in uno dei quali viene inserita un'ottica collegata ad una telecamera che consente di eseguire l'intervento con una visione ottimale attraverso un monitor. L'intervento deve essere sempre effettuato in anestesia generale.
4. PROSTATECTOMIA RADICALE ROBOTICA
Rappresenta la nuova frontiera della chirurgia per il tumore della prostata.
Similmente alla tecnica laparoscopica, l'intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso dei piccoli fori sull'addome (normalmente in numero di 6) che permettono il posizionamento di un'ottica telescopica e di 5 bracci operativi. Esistono però importanti differenze della tecnologia robotica rispetto a quella laparoscopica:
- Il chirurgo opera da una consolle o postazione di comando a circa 2-3 metri dal lettino operatorio azionando 3-4 strumenti operativi ed avvalendosi dell'aiuto di 1 o 2 assistenti che stanno al letto del paziente azionando i rimanenti 2-3 strumenti operativi.
- L'ottica permette una visione a tre dimensioni che consente di apprezzare anche la profondità di campo delle immagini. Questo rappresenta ad esempio il limite della metodica laparoscopica convenzionale ed è stato superato proprio dalla tecnologia robotica.
- Gli strumenti operativi (forbici, pinze...) utilizzati dal robot Da Vinci permettono movimenti molto più precisi di quelli fattibili dal polso umano.

Che vantaggi dà il robot rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale?
La precisione di movimento unitamente all'ottimizzazione della visione delle strutture anatomiche permette al chirurgo che esegue una prostatectomia radicale con l'ausilio della tecnica robotica una maggiore facilità nel preservare i nervi dell'erezione (quando la malattia lo renda possibile) ed un minore traumatismo alle strutture deputate alla continenza. Ciò spiegherebbe il miglioramento dei tempi di recupero della continenza urinaria e delle erezioni osservato da alcuni studi recenti. Inoltre il rischio di un sanguinamento tale da richiedere trasfusioni è estremamente basso con la tecnica robotica rispetto alla chirurgia tradizionale. La maggior precisione con cui viene effettuata la sutura della vescica all'uretra consente una più precoce rimozione postoperatoria del catetere vescicale.

Quali sono i vantaggi del robot rispetto alla laparoscopia classica?
La prostatectomia radicale laparoscopica si avvale di strumenti che consentono una minore libertà di movimento rispetto a quelli robotici. Inoltre la visione a monitor è bidimensionale, mentre quella offerta dal robot è tridimensionale. Per questo motivo l'intervento laparoscopico è tecnicamente più difficile, richiedendo una lunga curva di apprendimento prima di dare risultati ottimali.

In quale paziente è indicato l'intervento di chirurgia robotica?
Il candidato migliore per l'intervento robotico è il paziente in cui sia possibile eseguire un intervento cosidetto "nervesparing", mirato cioè a togliere tutta la prostata ma salvaguardando l'integrità di nervi fondamentali per l'erezione che avvolgono la prostata come un intreccio di fili elettrici. Questa tipologia di paziente è tipicamente rappresentato da un soggetto con un tumore alla prostata di piccole dimensioni e clinicamente confinato all'interno della ghiandola. E' osservazione ormai consolidata che un paziente con una normale funzione sessuale preoperatoria, dopo un intervento di prostatectomia radicale robotica nerve sparing, sia in grado di riprendere la funzione sessuale con una certa rapidità, tipicamente dopo pochi mesi dall'intervento.
La vasta esperienza di prostatectomia radicale robotica, maturata dopo decine di migliaia di casi eseguiti in tutto il mondo, ha però fatto sì che oggi non vi siano tumori alla prostata che non possano essere operati per via robotica (a patto che vi siano le indicazioni alla chirurgia). La prostatectomia radicale robotica è pertanto eseguibile in sicurezza anche nei casi più complessi di tumore ad alto rischio o di tumori che non hanno risposto alla radioterapia.

In quale paziente è sconsigliato l'intervento di prostatectomia radicale robotica?
Le principali controindicazioni alla chirurgia robotica sono di tipo anestesiologico e riguardano i pazienti nei quali sia assolutamente controindicata un'anestesia generale e che, sempre per le precarie condizioni di salute, non possano sopportare la posizione "a testa in giù" necessaria per l'esecuzione di un intervento di prostatectomia radicale robotica.

Come è il decorso post-operatorio dopo un intervento di prostatectomia radicale robotica?
Anche se l'intervento di prostatectomia radicale robotica richiede un'anestesia totale abbastanza prolungata, la ripresa postoperatoria è generalmente rapida. All'Ospedale Molinette di Torino i pazienti vengono dimessi dopo 3-4 giorni ed il catetere vescicale viene rimosso dopo 6 giorni.