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Sanità: post lockdown, un milioni di esami arretrati - Agorà 18/06/2020

Dopo tre mesi di emergenza Covid, in Italia sono circa un milione le prestazioni sanitarie in arretrato, di cui 600mila interventi chirurgici (50mila oncologici).

In Piemonte, seconda Regione maggiormente colpita dal virus, non si è riusciti a ripartire prima del 15 giugno e così, solo nella città di Torino, sono in 80 mila ad attendere un controllo.

Una ripartenza che trova comunque molto scetticismo tra gli operatori sanitari.

Secondo il Commissario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, La Valle non ripartirà tutto subito e ci vorranno almeno 3 mesi prima che le visite già prenotate vengano smaltite. La preoccupazione più grande va naturalmente ai pazienti che presentano i quadri clinici più complessi, come ci conferma Paolo Gontero, direttore dell'urologia universitaria dell'ospedale Molinette e autore di uno studio sugli effetti del Covid che non esclude un aumento dei tumori nei mesi che seguiranno.

L'assessore alla sanità Icardi ci parla di una riorganizzazione della rete ospedaliera che passa anche per un allungamento dei turni di lavoro e una richiesta di aiuto al privato convenzionato e senza elargire ulteriori fondi. Scettica la Anaoo che, oltre a non vedere con favore l'apertura al privato, sottolinea l'impossibilità di chiedere ulteriori sforzi a medici già sfiniti dall'emergenza delle scorse settimane, per non parlare della mancanza di camici bianchi in alcuni reparti strategici.

Il servizio è di Anna Di Russo.